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venerdì 27 febbraio 2015
- Certificati di Autenticità -
" l'arte é un caleidoscopio di idee, ed il design l'ambiente ove quei colori diventano la nostra realtá"
Officine Pozzi fornisce ogni pezzo ora prodotto con certificato di autenticitá, firmato e poi timbrato su carta pregiata per rendere più esclusiva la pedalata di ogni giorno. Tutto rigorosamente scritto a mano con la nostra storica penna COLNAGO regelataci da un ex corridore!
martedì 12 ottobre 2010
--- Reparto Corse ---

Alle Officine Pozzi a una grande passione stilistica corrisponde anche un grande fervore corsaiolo; ma per non tralasciare nessuno dei due aspetti che roteaono intorno al pianeta Bici Le Officine hanno voluto provare vie alternative. Nasce così una piccola stanzetta dove si prova e si riprova per costruire divertimento, mezzi per competizioni ludiche e spensierate, mosse dalla sola passione. Nasce cosi DRAGziella e 339 GP; la prima per le gare di accelerazione custom(campionato CBDR) e la seconda per il Gravity Bike Italiano. Molto marcato è l'aspetto estetico che richiama in una le colorazioni drgster e nell'altra le moto da GP di grandi periodi quali gli anni '70 del motociclismo. Tentativi di non-convenzionalità che hanno portato a dei buoni risultati; DRAGziella è stata la prima dragbike del campionato e la seconda classificata alle Piacenza Drag Race (nonostante la rottura del manubrio che ci ha costretto a correre ugualmente con arrangiamenti di fortuna!). Mentre 339 GP (ispirata alle Frecce Tricolori) è la prima Gravity carenata vintage in Italia (ancora in fase di collaudo) e in attesa dell'inizio del campionato dedicato. In un futuro prossimo il bike polo e tutto ciò che si potrà fare in compagnia, giusto per riderci su!

domenica 8 agosto 2010
---ORIZZONTE--- la bicicletta trasparente
L'orizzonte è una semplice linea di demercazione; una linea che divide le terre dal cielo, dall aere trasparente. Nasce con questo nome il primo Metacilo, il primo ciclo dal telaio trasparente.Il primo a scavalcare il terreno per unirsi cromaticamente ad esso. Per le Officine Pozzi il minimo comun denominatore di ogni opera è l'essezialità assoluta. Partendo da ciò si sono sviluppatte idee come il Ciclo-Impressionismo e il Post-Passatismo che hanno visto una continua semplificazione formale, d'apprima negando la funzionalità delle parti per trasformarle in pure linee fino poi negare al telaio il suo colore in favor al metallo a vista; è a questo punto che scavalcando il concetto stesso di telaistica si opta per una negazione stessa della consistenza stilistica del telaio, facendolo addirittura sparire, rendendolo trasparente. Nasce il Metaciclismo. Una reinterpretazione nuovissima insomma della bicicletta, che nonostante la storia secolare può ancora reinventarsi. Rimane ugualmente il sapore del passato miscelando insieme hi tech e vintage in ogni particolare funzionale del mezzo, trasformandolo sempre in un incontro conettuale e cromatico fra categorie diverse, in un orizzonte.
tecnicamente il telaio è costituito da tubolari pieni di pexiglass trasparente, rinforzati da sottili bacchette di acciaio di sezione quadra che si uniscono tramite saldature alle parti del telaio ospitante il canotto di sterzo (dentro al qiuale ha sede l'impianto elettrico del piccolo faro a led anteriore), il movimento centrale e i forcellini posteriori, così come l'attacco sella. I tubi piani trasparenti sono resi solidali al quest'ultimo tramite una speciale colla bicomponente ad alta tenuta e "compressi" nelle loro sedi da speciali dischi in acciao lavorati al tornio e poi saldati all'interno. la vernicatura delle parti in metallo è stata fatta totalmente a mano con effetto ruvido.
Ogni parte della bici è stata costruita a mano, dal particolare manubrio in cicliegio (rifinito da due piccoli bilancieri in alluminio ricavati dal pieno tramite tornitura), alla telaistica alle parti meccaniche riviste (guarnitura) fino all'impianto di illuminazione. Priva di freni, ritenuti antiestetici, la bicicletta è a scatto fisso e cela posteriormente oltre al classico stemma in cera lacca (marrone) delle pedalate d'autore una sella brooks d'annata mantenuta volutamente consunta.
mercoledì 5 maggio 2010
--- Caffè Super Sport --- Il "custom" all'Italiana


La cultura motociclistica Italiana è una fra le piu ricche al mondo; sin dagli inizi della motorizzazione le aziende motociclistiche e meccaniche hanno avuoto nel nostro paese un posto privilegiato e di primo piano; meccaniche precise e innovative, particolari e prestazionali, moto leggere, veloci ed eleganti, che spaziano dalle piccole cilindrate fino alle grandi moto da turismo. Un grande patrimonio insomma che tutt'oggi continua a persistere nelle grandi aziende tricolori.
le Officine Pozzi hanno recuperato il design delle delle moto itaiane anni 60' riproponendo un vero e proprio mito motociclistico, quello della cafè racer. Moto sportiva nata per gli spostamenti cittadini veloci la cafè racer era un modo nuovo di vivere le 2 ruote: usare un mezzo molto performante tutti i giorni distinguendosi però per stile ed eleganza. Proprio da questa idea nasce "Caffè Super Sport", una bicicletta dalle forme e prestazioni sportive che però richiama linee scomparse, cromature e abbinamenti cromatici particolari; la Caffè Super Sport si distingue infatti per una forma slanciatissima e particolare, con un telaio anticonvenzionale e basso. L'ambito stilistico Deve essere tutto Italiano, dal nome (Italianizzazione del nome cafè racer) al colore (naturalmente rosso, colore ufficiale dell'Italia nelle competizioni) alla indole (sportiva ma essenziale ed elegante); tutto è quindi finalizzato alla riscoperta della Vecchia Scula Italiana. In quanto prototipo la Caffè SS è costruita completamente a mano, dalla progettazione alla realizzazione del telaio e della stuccatura delle parti così come alla verniciatura. Tutta la selleria è invece realizzata su misura in pelle scamosciata crema con cuciture realizzate con lo stesso rosso (bronzeo) del telaio. Per richiamare maggiormente la forma delle moto d'epoca La SS monta una forcella originale degli anni 60' completamente restaurata e modificata per l'uso ciclistico, così come un vecchio manubrio tipo "corsa" (dalle manopole color crema) che sfoggia un originale contachilometri Veglia analogico. Monta cerchi cromati 144/4 e fanaleria nirve. Un tocco di modernità viene portato dalla viteria in ergal anodizzata che si abbina alla livrea del mezzo e dai led.

FOTO: Lago di Varese - Schiranna (VA)
mercoledì 3 marzo 2010
"Lafissa" ---POSTPASSATISMO---


Tradizione e assurdo; queste le parole che possono maggiormente descrivere "Lafissa". Tradizione, in quanto riprende le linee delle moto da competizione dei primi '900. Le moto delle gare pionieristiche e incredibili, d'altri tempi; tempi di difficoltà e genialità, di empiricità e sforzi immani. Lafissa è un tentativo di rivalutazione stilistica e celebrativa senza però renderla una "replica" fedele dell'epoca; tuttaltro. E qui che entra in gioco "L'assurdo". Stravolgendo ogni moda e diventandone quasi un affronto, l'irriverente dallo scatto fisso vuole sposarsi con il nuovo,con il moderno, creando un concetto di reinterpretazione piu estrema che tocca gli antipodi del 20° secolo (1910-2010). E' quindi un riassunto, uno screzio di colore in un mondo in bianco e nero; è il "Postpassatismo", una sorta di Futurismo ribaltato che mantenendone le c
aratteristiche di fondo in realtà lo nega. Dal punto di vista estetico Lafissa
ha un telaio tipo sport completamente smerigliato (lasciandone a vista il nudo metallo sfrisato) con un serbatoio sottocanna (in realtà un porta oggetti) anchesso smerigliato e consolidato al telaio tramite una corda color crema(materiale povero), la stessa delle manopole poste sul bassissimo e spigolosissimo manubrio dal colore verde acido.Priva di freni, lascia inalterata la linea della forcella nera simil pantografo ricoperta di schizzi viola ripresi dall'astrattismo kandinskyano. Sempre nel segno della semplicità monta una sella verde acido priva di riv
estimenti che fornisce comunque una certa comodità; Posteriormente spicca invece il piccolo stemma in cera lacca viola emblema delle "pedalate d'autore".
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